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Canali digitali: adattarsi e seguire i principi di Madre Natura

Perché è importante adattarsi ai canali digitali?

“Mother Nature does not reward the strongest or the smartest. She rewards the species that are the most adaptive in evolving the chemistry, biology and physics that she has endowed them with to thrive — no matter what she throws at them.”

Ecco, credo proprio sia questo il principio a cui dobbiamo rifarci in questo momento di grande instabilità e incertezza, sia come professionisti che come aziende. Forse nessuno potrà aiutarci veramente. Il cambiamento potrà arrivare solo da noi. Dobbiamo adattarci a nuove dinamiche, trovare nuovi equilibri partendo da ciò su cui la professionalità di ognuno si fonda e sulle sue soft skill.

Vedo imprese che lo stanno facendo e che cercano di recuperare il tempo perso. Fino a poche settimane prima della pandemia avevano canali abbandonati a poche informazioni istituzionali. Ora cercano di darsi voce. Si nota il loro sforzo. Ammirevole perché dimostra la grinta e la voglia di andare avanti, adattarsi, nonostante le difficoltà e la poca confidenza con gli strumenti digitali.

Le aziende che stanno comunicando oggi sui canali digitali sono aumentate e questo genera inevitabilmente maggiore concorrenza.

I dati di We are Social lo confermano la maggior presenza sui canali digitali (v. Report di Aprile 2020) con una media del 47% di tempo in più speso sui social network, il 15% guardando video e il 14% ascoltando podcast.

aumento della attività sui canali digitali

 

In natura c’è posto per moltissime specie. Per crescere sane e rigogliose devono per prima cosa sfruttare al meglio ciò che ha permesso loro di arrivare fino ad oggi e comunicarlo con la stessa audacia con la quale hanno trattato fino ad ora i loro clienti vis a vis. Fornire loro elementi che li distinguano dagli altri anche nella modalità in cui fanno le cose. E metterci anima, creando una relazione vera e sincera. Come si fa in natura.

Non è questione di intelligenza o di forza, è questione di adattabilità.

 

Come adattarsi dunque a comunicare sui canali digitali?

Per prima cosa bisogna avere chiaro l’obiettivo da raggiungere, dopodiché si può pensare alle modalità con le quali raggiungerlo. E quando l’offerta disponibile diventa molto ampia la differenziazione è un elemento fondamentale che può far risultare la nostra offerta più appetibile di quella di qualcuno altro.

Il miglior modo per differenziarsi è quello, a parità di “prodotto”, di esprimere le modalità con le quali eroghiamo il nostro servizio. Modalità che rappresentano nostre caratteristiche uniche e inimitabili.

Il neo-darwinismo ha visto in caratteri genetici specifici e casuali la ragione della sopravvivenza di determinate specie su altre. Non i caratteri comuni, dunque, bensì caratteri distintivi.

Altro elemento di grande importanza sul digital è la possibilità di coinvolgere e condividere per far sì che il nostro interlocutore si senta parte integrante del nostro sistema (oppure che lo faccia avvicinare).

Riassumendo, il consiglio che posso dare si riduce in tre punti:

  • Differenziati
  • Coinvolgi
  • Condividi

Le ispirazioni di questo articolo:

La citazione iniziale è tratta da un articolo apparso su New York Times il 28 aprile 2020 dal titolo “Is Sweden doing it right?” in riferimento al modello adottato dalla Svezia nell’affrontare il coronavirus. Un modello audace che è stato criticato da molti media, ma che io cerco di osservare in modo critico. Perché avere il coraggio di essere diversi non è cosa da poco. Ancora di più oggi.

L’immagine in testa all’articolo ha come soggetto un’ammonite, un mollusco cefalopode che si è estinto nel Cretaceo superiore e che è stata una delle protagoniste dei miei anni universitari di Scienze della Terra. Le Ammoniti si sono estinte a seguito di un cambio ambientale graduale che ha comportato il verificarsi di una serie di fattori sfavorevoli alla loro sopravvivenza. Le Ammoniti, come altre forme di vita, in quel periodo non sono state in grado di adeguarsi a quei cambiamenti. Altre forme, invece, sì.

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